Dopo anni e anni di sudato lavoro, e dopo il raggiungimento della meritata pensione, gli anziani in Italia rispetto al passato sono sempre più attivi, sempre più interessati alle novità, ma soprattutto vogliosi e desiderosi di lasciare la città ed andare a “rifugiarsi” in campagna o nelle zone dei laghi dove tra pace e tranquillità si possono coltivare i propri hobby con serenità.
Ecco che allora cresce la tendenza dei pensionati milanesi a lasciare la città e scegliere, sulla sponda lombarda, il Lago Maggiore, al fine di rifarsi in tutto e per tutto una vita non necessariamente fatta, restando invece in città, di gite, viaggi relax ed escursioni.
Non a caso, secondo quanto rivelano i dati forniti dalla società Erif Real Estate, a Laveno Mombello, una delle località più conosciute sul Lago Maggiore, negli ultimi mesi è aumentata la percentuale di case che sono state acquistate nell’area da anziani e da neopensionati che hanno “monetizzato”, vendendola, la casa in città per trasferirsi sulla sponda lombarda del Lago.
Inoltre, in virtù spesso della differenza di prezzo tra l’immobile venduto a Milano, magari al Centro, e quello acquistato sul Lago Maggiore, il neo pensionato sovente ottiene anche una cospicua rendita che, unitamente alla pensione, e magari ad una polizza integrativa, permette di rendere l’età pensionabile una delle fasi della propria vita più belle, rilassanti e senza pensieri o assilli di natura economica.
Scopri la "Residenza Montebello" con questo video:[ Fonte: http://mutui.vostrisoldi.it ]
Entro poche ore i dubbi riguardanti il futuro di Expo 2015 verranno sciolti: si saprà se verranno o meno acquistati i terreni di Rho Pero, di proprietà di Fondazione Fiera e del Gruppo Cabassi, per costruirvi i padiglioni riguardanti la kermesse.
La decisione è essenzialmente politica: le opinioni e i punti di vista sono discordanti fra i medesimi soci della società di gestione di Expo 2015 (Comune di Milano, Regione Lombardia, Provincia di Milano, Ministero del Tesoro e Camera di Commercio di Milano). Ad esempio, l’ Amministratore Delegato della società di gestione, Lucio Stanca, è favorevole all’ acquisto, mentre è di pochi giorni fa la dichiarazione contraria del Ministro Giulio Tremonti, il quale giudica negativamente qualsiasi uscita di cassa in un momento di profonda crisi come quello in cui versa attualmente il nostro Paese.
Il braccio destro di Berlusconi ha dichiarato: ”Decideremo nei prossimi giorni, ma noi vorremmo che la società rispettasse gli equilibri di bilancio e sia molto attenta nella gestione”. Al partito degli ottimisti circa il successo di Expo 2015, invece, si iscrive e ne fa parte il Sindaco di Milano Letizia Moratti, la quale, dopo aver sottolineato come ”dopo l’ Expo, sul sito dell’ evento, sorgerà una grande area di 800.000 metri quadri a disposizione dei cittadini milanesi”, ha concluso dichiarando che ”il dossier (552 pagine divise in dieci capitoli) sarà inviato al BIE Bureau International des Expositions) accompagnato da una lettera del Presidente del Consiglio che ne garantisce il contenuto”.
Fra i pessimisti circa la manifestazione, invece, i rappresentanti dell’ opposizione, che non si lasciano sfuggire l’ occasione per attaccare il Governo e il centrodestra.
A tale proposito, particolarmente duro il giudizio del Capogruppo del Partito Democratico a Palazzo Marino, Pierfrancesco Majorino, il quale ha sferrato il suo attacco affermando che ”vi è un ritardo preoccupante sui tempi” come riconosciuto dallo stesso sottosegretario Castelli; inoltre, rispetto alla eredità dell’ Esposizione Universale, non siamo di fronte ad alcun dato certo.Il Sindaco Moratti fa riferimento ad un parco che, se fosse di portata rilevante per una questione dimensionale, limiterebbe l’ area parco ipotizzata in modo drastico; il dossier di candidatura – prosegue il rappresentante dell’ opposizione – andrebbe riscritto da cima a fondo.
Quello presentato anni fa ha visto una modifica della progettazione del sito, ma ha conosciuto una modifica radicale in ordine alle risorse disponibili, ai tempi riguardanti la realizzazione delle opere e ai numeri dei visitatori”. Sulla stessa lunghezza d’ onda il giudizio del deputato Vinicio Peluffo, il quale ha espresso ”il dubbio che non si riesca a ultimare le opere per l’ inaugurazione”.
La partita di Expo 2015, dunque, si appresta ad entrare in una settimana cruciale, tanti e tali sono i nodi importanti ancora da sciogliere. La questione non è di poco conto e avrà una ricaduta importante anche sui progetti che sono stati impostati senza sapere se il fine ultimo della società di gestione è e sarà l’ acquisto o l’ affitto. In questo scenario ha avuto buon gioco l’ opposizione che ha attaccato in maniera decisa il Governo e la maggioranza per la sua disunità e il suo scarso potere decisionale. In ogni caso, il mondo del real estate e la città di Milano in particolare debbono e / o dovrebbero fare un grosso tifo, in maniera compatta, tralasciando le opinioni politiche di ciascuno, per il successo della manifestazione, a partire dagli aspetti organizzativi.
Tradotto in termini immobiliari, infatti, grazie all’ Expo 2015, il capoluogo lombardo avrà fra meno di cinque anni due nuove linee metropolitane MM4 e MM5), dei nuovi collegamenti stradali e ferroviari, nonché una serie di migliorie a livello di servizi pubblici che aiuteranno il mercato immobiliare a risalire, con ricadute positive sul Prodotto Interno Lordo (PIL).
Da sempre, infatti, i valori immobiliari di una casa (o di un immobile in generale) sono direttamente proporzionali alla qualità dei servizi che il quartiere offre (scuole, mezzi pubblici e supermercati nelle vicinanze incidono sul prezzo al metro quadro); una nuova linea metropolitana – secondo una nostra indagine condotta in alcune agenzie immobiliari del quartiere dello Stadio San Siro - farebbe lievitare i prezzi di un range fra il +5% e il +10%, a seconda della distanza e della comodità della metropolitana medesima.
[ Fonte: Mondocasablog.com - Autori dell'articolo: Kevin John Carones e Anna Sara Balloni ]
La crisi economica ha investito un po' tutti i settori e le compravendite di immobili sono diminuite del 28 per cento. Su Internet nasce un soluzione per venire incontro alle esigenze delle famiglie: la ristrutturazione low cost
La crisi economica e la mancanza di fiducia delle persone nell’affrontare nuovi investimenti nel settore immobiliare sono alla base del progetto "ristrutturazione low cost", nato a Legnano grazie al Gruppo Erif, importante società di costruzioni lombarda.
L'idea è stata quella semplice di una reinterpretazione dell’attività svolta da sempre in questo campo dal gruppo. La crisi economica ha fatto il resto con la conseguente difficoltà delle famiglie italiane ad accedere ai finanziamenti per l’acquisto di nuove abitazioni.
Secondo un’indagine di Nomisma, infatti, nel 2009 le persone che hanno acceso un mutuo per acquistare un’abitazione sono calate del 14 per cento e le previsioni per il 2010 sono di un ulteriore calo del 13 per cento. L’Agenzia del Territorio, che fa capo al ministero dell’Economia conferma questo calo con i dati degli ultimi tre anni che, relativamente alle compravendite di immobili, registrano una diminuzione del 28 per cento.
«Con questo progetto - spiega Luigi Barbato, presidente di Erif - vogliamo proporre soluzioni che servano certamente alla nostra attività, ma soprattutto che siano vicine alle esigenze delle famiglie italiane».
«La nostra esperienza nel settore e le competenze interne della nostra società ci premettono di garantire un abbattimento dei costi fino al 20 per cento sul valore di mercato», continua Barbato.
Il progetto "ristrutturazione low cost" inizia sul web con due particolari interessanti: dalla home page del sito si accede direttamente al preventivo on line (gratuito e con garanzia di risposta entro le 48 ore successive la richiesta) e l’appartamento di cortesia: nei casi in cui i lavori di ristrutturazione dovessero obbligare gli occupanti a liberare l'abitazione, Erif mette a disposizione delle famiglie un appartamento di appoggio per il tempo necessario al completamenti dei lavori.
[ Fonte: articolo di Lorenzo Gennari, tratto da Pubblicaamministrazione.net ]
ERIF Real Estate augura a tutti coloro che seguono il nostro blog ufficiale una Buona e Serena Pasqua!
E’ on line il sito www.ristrutturazionelowcost.it, una nuova iniziativa del gruppo ERIF volta ad operare in un settore in grande sviluppo, quello della riqualificazione immobiliare.
Se da un lato l’acquisto di una nuova abitazione sta attraversando un periodo non propriamente felice, dall’altro il desiderio di ammodernare gli spazi già esistenti è un impulso che il mercato non manca di trasmettere.
Ristrutturazione Low Cost nasce quindi per aiutare le famiglie a realizzare questo desiderio: " avere una casa nuova, funzionale e bella senza cambiare casa".
Se ti interessa saperne di più: contattaci senza impegno

E' di oggi la notizia di Idealista.it che ci vede protagonisti con ben dieci cantieri nuovi tra le "30 case nuove ed economiche d'Italia".
I comuni in oggetto sono: Busto Garolfo, Romentino, Castiglione Olona, Legnano, San Vittore Olona, Alessandria, Fagnano Olona, Busto Arsizio e Vanzaghello.
Lo stesso appartamento di Busto Garolfo é il primo nella classifica! 75.000 € per un monolocale di 40 mq. in centro città. Residenza pensata e realizzata per chi vuole abitare una casa esclusiva. L'architettura ottocentesca, abbinata alle nuove tecnologie costruttive assicurano un investimento vincente.
La notizia di Idealista é la seguente:
" I prezzi delle case di nuova costruzione sono aumentati molto negli ultimi anni superando talvolta quelli degli immobili di seconda mano. Negli ultimi mesi, anche per effetto del rallentamento delle compravendite, le imprese costruttrici hanno iniziato a correggere a ribasso i prezzi adattamdoli alla realtà del mercato. Per questo trovare una casa di nuova costruzione ad un prezzo ragionevole ora è più facile.
Idealista.it ti propone l’offerta di case nuove più ampia del panorama nazionale. Tra queste abbiamo individuato le 30 case più economiche attualmente in vendita. Guardale con attenzione, potresti trovare quella che fa per te e magari scoprire che costa meno di quanto pensassi. "

[ Fonte: Idealista.it ]
Moderato ottimismo. E' questo il parere di 600 esperti del real estate europeo che sono d'accordo su un fatto: investire nel mattone a milano e roma conviene.
Idealista.it aveva già anticipato questa tendenza, ma adesso a dirlo è l'indagine "tendenze del mercato immobiliare in europa 2010" elaborato da pricewaterhousecooper e urban land institute.
Milano è passata nell'ultimo anno dal 18º al 6º posto e si piazza dietro monaco, amburgo, parigi, londra e vienna. La classifica fa riferimento ai portafogli immobiliari esistenti come si vede da queste classifiche roma e milano si piazzano bene nei rendimenti sull'usato e leggermente più indietro sul nuovo; quest'ultimo dato rispecchia la classifica delle prospettive:

In che settori investire?
Secondo tutti gli esperti uffici e locali commerciali sono al primo posto in tutta europa. Come si può vedere da questa classifica Milano ha il primato assoluto sui locali commerciali, con il 45,7% delle preferenze, ma anche il settore degli uffici attira molti investitori.
Su Milano il settore delle case è invece ritenuto meno interessante (8,6%), mentre a roma quest'ultimo settore fa sentire il suo peso (19,4%).
[ Fonte: bollettino di Idealista.it ]
Architetti per un giorno? Non è una fantasia, ma una novità assoluta.
In tempi di crisi economica, c’è chi non si arrende e, come insegna la tenacia tutta italiana, studia, inventa, magari fantastica, ma alla fine propone soluzioni.
Come ad Arconate, in provincia di Milano, dove Erif Real Estate, la società di costruzioni di riferimento del Nord Ovest Lombardo, ha deciso di andare incontro ai cittadini.
Dieci lotti di terreno edificabili, tutti in una cornice elegante e immersa nel verde, a pochi passi dal centro cittadino, e completamente allacciati a tutte le utenze (sanitaria, elettrica, telefonica, metano) ed esenti da oneri di urbanizzazione. Pronti per essere edificati. Come e quando desidera l’acquirente.
«Siamo di fronte a un capovolgimento dei ruoli - è il commento di Luigi Barbato, presidente di Erif Real Estate -: chi acquista il terreno non solo potrà decidere quando costruire la sua casa, ma soprattutto deciderà come disporla partendo dalle fondamenta e non più solo per quanto riguarda gli interni e i capitolati. Si tratta di un duplice investimento perché oltre ad avere un’area dove poter costruire come e quando si desidera, acquistare un terreno è sempre un’ottima soluzione d’investimento».
L’area in questione si trova in via Gallarate nel piccolo centro a 30 chilometri da Milano. Dieci lotti di 450 metri quadrati ciascuno, permettono la realizzazione di altrettante ville di 140 metri quadrati calpestabili, oltre a seminterrato e circa 300 metri quadrati di giardino di proprietà. Si tratta di un’operazione che «più che costruire, lascia sognare. Essere attori economici in un determinato territorio -continua Barbato- significa certo cercare di fare affari e rendere dinamico il mercato, ma anche dare risposte in momenti difficili alle persone. Noi lavoriamo nell’ambito delle costruzioni e sappiamo benissimo che nel momento economico attuale non è facile per una giovane coppia, piuttosto che per una famiglia, decidere di acquistare o cambiare casa.
Questa operazione permette di investire denaro in maniera sicura per decidere, domani, come sfruttarla. Con l’aggiunta che gli acquirenti saranno liberissimi di disegnare la propria casa come la desiderano e costruirla quando meglio credono».
Affidarsi a un’impresa edile “amica”, infatti, «permette di costruire una villa praticamente a prezzo di costo -precisa Barbato-. Certo, se qualcuno chiedesse a noi di farlo, non ci tiriamo indietro, è il nostro lavoro. Ma sapere di avere un amico nell’ambito delle costruzioni porterebbe, nella pratica, a ridurre di due terzi il costo dell’immobile perché non ci sarebbero i vari passaggi di intermediazione».
Una novità assoluta nell’ambito dell’immobiliare italiano che mette in campo un nuovo modo di realizzare la propria abitazione. Il costo di un lotto standard è di 140mila euro, compreso di oneri di urbanizzazione e l’allacciamento alle varie utenze.
Non resta che prendere carta e penna e diventare, anche solo per un giorno, l’architetto di casa propria. (www.erif.it/terreni).
Anche se l'andamento del mercato immobiliare degli ultimi tempi farebbe pensare il contrario, l'acquisto di una casa presenta sempre un saldo in attivo.
Ma bisogna aspettare anni per vederne i benefici, perché nel breve periodo le oscillazioni possono essere svantaggiose e bisogna ammortizzare le spese iniziali (tasse soprattutto).
Secondo un analista del Sole 24 ore il saldo tra costi e benefici va calcolato dopo trent'anni.
Per dare un'idea di come calcolare la rivalutazione di una casa il giornale propone alcuni esempi.
Ve ne riportiamo due:
1) una villetta ad Arezzo comprata come abitazione principale. Prezzo d'acquisto 247.000 euro, con un investimento di 97.500 euro iniziali e 150.000 euro di mutuo a 25 anni. all'anno, tra mutuo, tasse e manutenzione, si spendono 10.100 euro all'anno. Negli ultimi anni di mutuo la cifra arriva a 3.450 euro. Attualizzati a un'inflazione ipotetica del 2% annua, la casa sarà costata 377.000 euro. Ma, se seguiamo il trend 1979-2009, il valore della casa sarà cresciuto del 100% circa, arrivando a 480.000 euro attualizzati. Il risultato netto è 103mila euro, a cui bisogna togliere il capitale inziale, che, attualizzato, arriva a 162mila euro. Il saldo appare quindi negativo di 59mila euro, ma bisogna tener conto che si è vissuti per trent'anni in una casa, risparmiando così l'affitto, il cui importo sarebbe stato di gran lunga superiore a questa cifra. Il saldo torna dunque positivo ed in più si ha l'immobile
2) ancora più evidente è la rivalutazione nel caso in cui si acquisti per affittare. Prendendo come esempio un bilocale in periferia a Milano, al prezzo di 170mila euro (tasse comprese). seguendo tutti i passaggi indicati nell'esempio 1, oltre ad una rivaltuazione sul prezzo di 165.000 euro, si devono aggiungere 302.000 euro derivanti dal canone di affitto (sempre che si affitti a un prezzo interessante). Sottraendo tutte le spese (anche quelle lagate alla locazione), il rendimento netto arriva al 6,5%
E voi, avete fatto i vostri calcoli?
[ Fonte: articolo tratto dal bollettino settimanale di Idealista.com - Notizia da "Il Sole 24 Ore" ]
Cresce il fenomeno del soggiorno in abitazioni messe a disposizione da privati che a loro volta si fanno ospitare. Il nostro Paese al terzo posto dopo Stati Uniti e Francia.
Un fenomeno organizzato, con agenzie e portali dedicati Nel nostro Paese sono quasi tremila le persone che ogni anno scelgono di viaggiare ospitando e facendosi ospitare. Si inizia per risparmiare, poi diventa una filosofia di vita. Che coinvolge tutti, pensionati e neonati. Pochi clic e il gioco è fatto: un appartamento in una metropoli dall'altra parte del pianeta, o una villetta in un delizioso comune italiano.
Ce n'è per tutti i gusti, dal Sudafrica agli Stati Uniti, dalla Sardegna alla Toscana. Il tutto con una spesa minima e la promessa di una vacanza unica, vissuta secondo gli usi e i costumi del posto e senza rinunciare a nessun confort. Dopo un avvio un po' sospettoso, gli italiani si sono lanciati nel mondo dello "scambio di casa": secondo le stime delle due principali agenzie di settore - ScambioCasa.com e HomeLink.it - nel nostro Paese sono quasi tremila le persone che ogni anno scelgono questa soluzione per le proprie vacanze, sia che si tratti di ferie lunghe che di weekend mordi e fuggi. Nel 2010, rispetto al numero degli abitanti, l'Italia si è posizionata al terzo posto tra le persone che voglio scambiare, subito dietro Francia e Stati Uniti. Di tutti i soci di ScambioCasa.com (circa 14.000) un decimo sono italiani.
Le possibilità, in effetti, sono tantissime: scambi simultanei o di seconda casa, in condivisione o con l'opzione "animal-care". Il tutto tenendo a mente che l'Italia è al primo posto nelle preferenze dei viaggiatori dall'estero: e se si pensa alle frotte di americani, giapponesi, ma anche di australiani e c canadesi, che assaltano Roma, Firenze, Venezia o luoghi come le Cinque Terre e le Dolomiti, significa una miriade di possibilità in tutto il mondo, un'offerta potenzialmente sconfinata, se solo si supera lo scoglio mentale della "gelosia" per le proprie cose...
[Fonte: Repubblica]
Gli italiani tornano a camminare per strada con gli occhi all’insù, alla ricerca di trovare un cartello affisso sui muri dei palazzi con l’affare tanto sperato: la casa.
In fin dei conti il mattone è sempre stato considerato l’investimento migliore e il più sicuro anche in tempi di crisi. Così, ora che si vede la luce in fondo al tunnel del mercato immobiliare, si torna anche a parlare della casa ideale. E per Teconcasa non ci sono dubbi: è il trilocale.
Secondo l’analisi della domanda immobiliare condotta dal suo ufficio Studi, e relativa al mese di maggio, emerge infatti che la tipologia più richiesta è l’appartamento composto da cucina abitabile, soggiorno, camera matrimoniale, cameretta e servizi. Meglio ancora se la casa è dotata di comfort.
Numeri alla mano, secondo Tecnocasa il trilocale raccoglie il 35,9% delle preferenze nelle grandi città, mentre nei capoluoghi di provincia la concentrazione della domanda è ancor più elevata: quasi un italiano su due lo richiede (pari al 49,3%).
Sono, in particolare, le nuove costruzioni a destare il maggiore interesse, anche grazie ai sempre più elevati standard qualitativi che gli immobili dispongono (marmi, allarmi centralizzati, vasca idromassaggio, posto auto o efficienza energetica). Queste, infatti, sono le uniche soluzioni di prestigio a poter già vantare una conferma positiva nel corso del 2010, così come lo è stato per il 2009.
Tante le domande che arrivano quindi per i trilocali, a cui tuttavia il mercato non riesce a fa fronte. Infatti, anche se nelle grandi città vi è una larga presenza degli appartamenti composti da tre locali (33%), questo dato non solo risulta in diminuzione rispetto a quanto registrato nel luglio 2009 (33,7%), ma non riesce neanche a coprire il 59,7% delle domande attuali.
Svanita così la possibilità di aggiudicarsi un trilocale, gli italiani optano per il bilocale (29% delle preferenze) e per il quattro locali (21,7%). Non sottovalutando che c’è addirittura un’8,4% che richiede anche il cinque locali.
Percentuali che nei capoluoghi di provincia registrano invece il 27,3% per la domanda di bilocali e il 18,2% per il quattro locali.
Nelle grandi città ci sono comunque delle eccezioni. Milano, Roma e Napoli segnalano infatti come sempre una maggiore richiesta per il bilocale.
A Firenze si nota, invece, un’equiparazione della domanda di trilocali e quattro locali che raccolgono entrambi il 30,4% delle richieste. A Torino è molto simile la concentrazione di richieste di bilocali (32,5%) e di trilocali (32,9%).
A Firenze, Genova, Palermo e Verona la domanda si indirizza prevalentemente sui trilocali e quattro locali.
Capitolo a parte per la disponibilità di spesa. Secondo Tecnocasa nelle grandi città si ha un budget più ampio che oscilla tra i 170 mila euro e 249 mila euro. Importo messo in conto dal 24,4% dei clienti per aggiudicarsi il taglio composto da tre stanze. Ma c’è anche un 21,5% di italiani in grado di sborsare tra i 250 a 349mila per comprare casa.
La crisi si è comunque fatta sentire: dallo scorso luglio, infatti, si è registrato un aumento delle richieste nella fascia di spesa fino a 119.000 euro.
L’operazione nel milanese: copertura delle spese di accatastamento, allacciatura alle utenze, box, cantina e l’arredamento completo.
Buscate - Si chiama “cantiere all inclusive” ed è la prima esperienza del genere in Italia.
La crisi economica, le difficoltà dei cittadini a investire sono alla base della nuova proposta di Erif Real Estate, società di costruzioni di riferimento per il Nord Ovest lombardo.
A Buscate è in fase di ultimazione il primo di tre lotti residenziali. All’angolo tra la strada provinciale 34 e via 11 giugno, 33 appartamenti sono stati messi in vendita con la nuova formula “anti crisi”: acquistando un alloggio compresi nel prezzo di vendita ci sono il box, la cantina, i costi di accatastamento e allacciamento a tutte le utenze oltre all’arredamento completo della casa. «Siamo operatori del territorio -è il commento di Luigi Barbato, presidente di Erif Real Estate- e come tali abbiamo anche degli obblighi nei confronti dei territori in cui operiamo. Siamo consapevoli che la crisi economica sta mettendo in difficoltà molti cittadini.
Soprattutto sul versante degli investimenti, come quelli per l’acquisto della prima casa. Ci sono molte giovani coppie che non possono coronare il loro sogno di avere una famiglia.
Noi, per quanto ci compete, cerchiamo di dare risposte tangibili».
L’operazione “cantiere all inclusive” lanciata dalla società di Legnano (Milano) è la prima che viene adottata in Italia: «Nei momenti di difficoltà bisogna che tutti quanti facciano la propria parte -continua Barbato-. Questa nuova operazione non è la prima che Erif mette in campo per avvicinarsi alle esigenze delle persone. Siamo stati tra i primi costruttori a regalare l’arredamento a chi acquistava casa.
Oggi, allarghiamo l’offerta con il box, la cantina, la copertura dei costi di accatastamento e quelli per tutte le utenze, energetica, elettrica e telefonica».
Il prezzo a metro quadrato degli appartamenti è di 1.850 euro; l’arredamento potrà essere scelto dagli acquirenti in totale libertà sulla base di un’ampia offerta garantita dalla società.
Maggiori informazioni su http://www.appartamenti-buscate.it/
[ Fonte www.cittaoggiweb.it ]
Prezzi immobiliari ancora in calo, attorno al meno 5%, e compravendite in leggera ripresa (+3%).
E' quanto dice "l'oroscopo del mattone" che corriereconomia pubblica in base alle previsioni di gabetti, tecnocasa, ubh, nomisma e scenari immobiliari.
I vari esperti tracciano un quadro più o meno simile tra di loro.
Questi i punti salienti i prezzi delle città più grandi mostreranno una tenuta migliore rispetto ai centri piccoli.
Stesso discorso per gli immobili di fascia medio-alta, rispetto a quella medio-bassa. Milano dovrebbe tenere meglio di roma, con prezzi in discesa dell'1,5% rispetto alla capitale (tra il meno 3% e meno 5%).
La discesa in termini reali dei prezzi, cominciata nel 2007, si farà sentire ancora per un po', per lo meno fino a quando l'eccesso di offerta non sarà riassorbito, specie negli hinterland delle grandi città. si calcola che esistano sul mercato 250mila case nuove o in corso di costruzione non ancora vendute.
[ Notizia tratta dal bollettino di Idealista.it ]