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venerdì 6 novembre 2015

Cos'è la plusvalenza immobiliare?

Per plusvalenza immobiliare si intende la differenza tra prezzo di vendita e prezzo di acquisto, quest'ultimo aumentato dei costi documentati (es. costi di ristrutturazione). In alcuni casi, la plusvalenza può rappresentare un reddito e, quindi, può essere tassato.

La plusvalenza è, dunque, il "guadagno" realizzato da chi, avendo acquistato un immobile ad un determinato valore, lo rivende successivamente per un corrispettivo maggiore, guadagnano quindi sulla differenza.

http://appartamenti-villacortese.it/

La “plusvalenza immobiliare” può far riferimento ad una vendita, ad una permuta, ad un conferimento in società, ed in genere di qualsiasi atto in cui è presente un corrispettivo dell'alienazione, anche di natura non pecuniaria. Può trattarsi o della cessione del diritto di proprietà, o anche della costituzione di un diritto reale (es., usufrutto, cessione di volumetria edificabile).

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La tassazione della plusvalenza nella cessione di immobili non viene applicata nei seguenti casi:

· nel caso di donazione;

· nel caso di vendita (cessione a titolo oneroso) di abitazioni e relative pertinenze utilizzate dal venditore o dai suoi familiari come abitazione principale per la maggior parte del periodo intercorrente tra la data di acquisto e quella di vendita. Ricordiamo che per abitazione principale si intende l'abitazione utilizzata come dimora abituale del nucleo familiare e dove si ha la residenza anagrafica.

Come si calcolano le imposte sulla plusvalenza

 Nei casi previsti dalla normativa, la plusvalenza da cessione di immobili rappresenta, per il/i venditore/i, un reddito tassabile appartenente alla categoria "redditi diversi". Il contribuente può optare per due tipi tassazione:

· tassazione ordinaria. Il reddito da plusvalenza confluisce nel reddito complessivo e si cumula agli altri redditi, determinando così l'aliquota IRPEF;


· tassazione separata. Al momento della cessione.
 
Per ulteriori informazioni sulla vendita di immobili: www.erif.it

giovedì 16 aprile 2015

Come funziona la permuta della casa?

A causa di forti difficoltà economiche, sempre più frequentemente le persone fanno ricorso alla permuta, ovvero un reciproco trasferimento della proprietà di cose, o di altri diritti, da un contraente all'altro che può riguardare anche gli immobili.

Come funziona, dunque, nello specifico la permuta immobiliare?
La permuta è regolata dal codice civile (art. 1552) e avviene generalmente tramite: il reciproco trasferimento della proprietà di cose o della titolarità di altri diritti oppure con conguaglio, ossia con il pagamento aggiunto di una differenza che viene pattuita.
Nel caso in cui i due immobili scambiati abbiano diverso valore, la permuta può avvenire anche contestualmente all’accensione di un mutuo da parte di uno dei due contraenti.
In questo caso è possibile che l’acquirente dell’immobile più costoso richieda un mutuo per finanziare la differenza di valore. 

La permuta è dunque un'operazione conveniente, in particolar modo se le parti sono d'accordo e se su alcun immobile coinvolto nella vendita gravi un’ipoteca.



Lo scambio di una casa può portare diversi vantaggi: sia da un punto di vista economico che fiscale.
La permuta immobiliare, infatti, mette al riparo i due venditori ( può avvenire sia tra due privati che tra un privato e un’impresa edile) dai possibili rischi che corre chi deve lasciare la “vecchia” casa per comprarne una nuova. Se l’atto di vendita e il successivo atto di acquisto non vengono effettuati nei tempi previsti, oltre allo stress derivato dal rincorrere le scadenze, potrebbe venir compromessa la buona riuscita della compravendita stessa. 

Se si ha fretta di vendere la propria casa, la permuta è sicuramente una soluzione per non perdere tempo nel trovare il compratore per la propria casa ed evitare così rischi indesiderati.

Inoltre, la permuta comporta vantaggi fiscali relativi al fatto che per il Codice Civile necessita un solo contratto che ha per oggetto il reciproco trasferimento: quindi, nonostante i beni scambiati siano più d’uno, il negozio giuridico è unico e di conseguenza l’applicazione delle imposte non avviene sulle due compravendite ma su una sola operazione, la permuta appunto. Per di più, in base a quanto stabilito sempre dal Codice Civile, “salvo patto contrario, le spese della permuta e le altre accessorie sono a carico di entrambi i contraenti in parti uguali”.